Potere e disinformazione
Secondo il sociologo tedesco Niklas Luhmann il consenso, in particolare per quanto concerne l’attuale società di mercato, dipende quasi esclusivamente da ciò che egli definisce “latenza funzionale”, vale a dire che le possibilità non selezionate dal sistema, a differenza di quelle “prestrutturate”, tra le quali si può effettuare una ulteriore scelta (si tratta di un procedimento che permette di ridurre la complessità e la contingenza del sistema, nonché di renderlo più stabile, e che Luhmann denomina come “doppia selettività”), non sono conosciute e/o non vengono esplicitamente tematizzate dalla stragrande maggioranza dei cittadini. L’ordine istituzionale non si fonda cioè sul consenso effettivamente esistente, ma sulla … // Continua
Le truppe segrete inviate dall’Italia: la sudditanza nei confronti degli Stati Uniti
Nei vari materiali che si possono rintracciare fra quelli resi pubblici attraverso il sito “Wikileaks”- probabilmente a causa di una fuga di notizie voluta da una parte dell’intelligence Usa (1)- è possibile leggerne diversi riguardanti l’Italia e uno in particolare pare interessante per confermare la natura “antidemocratica” della gestione della politica estera sotto una democrazia, in special modo in riferimento alla coalizione nord atlantica (Nato) guidata dagli Usa.
In un documento classificato confidential e contraddistinto dall’acronimo “Noform” che significa che “non può essere comunicato a governi e persone non americane”, troviamo la pianificazione decisa nel 2007 dall’amministrazione Usa e il governo di centro-sinistra guidato da … // Continua
Qualche dubbio riguardo “Wikileaks”
Da cittadini interessati, responsabili e per quanto possibile informati, leggiamo con interesse ogni tipo di informazione possibile. In tempi come questi in cui il pensiero unico è più che mai forte c’è poco da fare gli schizzinosi e c’è bisogno della giusta apertura mentale per ascoltare le più diverse fonti.
Ma, chiaramente, quello che non deve mai mancare è uno spirito critico necessario per interpretare quello che leggiamo così da potergli attribuire un giusto valore. E’ per questo motivo che ci pare interessante porre brevemente l’attenzione sul fenomeno “Wikileaks”(1) in questi giorni agli onori della cronaca per aver diffuso documenti “segreti” sulla guerra in Afganistan. … // Continua
Intervista a Enrico Galoppini — La funzione geopolitica dell’islamofobia
19/07/2010
Qual è stato l’ obiettivo principale di questo libro, ‘Islamofobia’?
L’obiettivo principale è stato quello di chiarire che quello che sinteticamente è stato definito col termine “islamofobia” non è una delle varianti del “pregiudizio” contro questo o quell’altro, ma un’esigenza organica per le strategie espansioniste occidentali, le quali prendono corpo principalmente negli Stati Uniti e nella Gran Bretagna (con al carro alcuni settori europei legati all’Ue). Quest’azione strategica è mirata da tempo – sin dall’11/9/2001 in maniera evidente – alla conquista di porzioni sempre più vaste del … // Continua
L’impero che non verrà
Secondo Michael Hardt e Antonio Negri il processo di globalizzazione avrebbe determinato la fine della sovranità degli Stati nazionali e l’inizio di una nuova epoca contrassegnata da una forma di sovranità ed una logica di potere che essi chiamano Impero (1). Il carattere fondante di questo Impero consisterebbe nell’assenza di frontiere e nella capacità di inglobare la totalità dello spazio. Che un siffatto sistema politico – ammesso e non concesso che esista effettivamente e non sia solo un’entità immaginaria – lo si possa definire un Impero anziché il suo opposto contrario (se opposti contrari, come insegna Aristotele, sono le specie di un … // Continua
Relazione conferenza “Come funzionano i servizi segreti?”
Il consolidamento di un nuovo sistema multipolare, dove nuovi e vecchi attori manifestano la volontà di partecipazione attiva alla configurazione di un nuovo ordine globale, mette in discussione anche la nozione tradizionale di guerra (forme di conflittualità inedite) e ad estende il campo operativo dei diversi servizi di sicurezza. La pervasività e la diversificazione delle attività (culturali, economiche, militari, ecc.) rende ogni Servizio sempre più importante e decisivo nella vita pubblica di ogni Paese e persino in alcuni casi a guidarlo, come accade ad esempio, nella Federazione Russa. Lo distruzione dell’Unione Sovietica non ha comportato lo stesso trattamento … // Continua
Corrado Gini e dintorni
Incredibile. La “libera stampa” torna a parlare di diseguaglianza sociale e distribuzione dei redditi e della ricchezza in Italia.
Saccheggiamo a piene mani l’articolo Il Belpaese della disuguaglianza, apparso su La Repubblica di lunedì 5 Luglio a firma Roberto Mania (http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna¤tArticle=SNBV5).
L’autore ci rammenta una vecchia cognizione universitaria, secondo la quale l’indice per misurare il tasso di diseguaglianza nella distribuzione del reddito è stato definito nel secolo scorso da uno statistico-economista italiano: Corrado Gini. Più basso è l’indice Gini, meno diseguaglianze presenta la società.
Libia, diritti umani, Usa: due pesi due misure
In questi giorni in molti giornali e nei vari telegiornali troviamo l’ormai classico dibattito sui rapporti fra Italia e Libia. In breve, i commentatori si concentrano su possibili violazioni di diritti umani da parte della Libia nei confronti di immigrati (soprattutto provenienti dall’Africa) e ne collegano le responsabilità all’Italia, colpevole di aver firmato accordi economici con Tripoli. E’ etico, si chiedono i furbi di turno, firmare accordi con uno Stato che non rispetta i cosiddetti diritti umani?
Senza affrontare affatto la questione sul cosa siano, da chi vengano decisi e chi dovrebbe far rispettare questi … // Continua
Come funzionano i servizi segreti?
Lunedì 5 luglio, ore 20.30, a Bologna
Dalla tradizione dello spionaggio alle guerre non convenzionali del prossimo futuro
Incontro con Aldo Giannuli, consulente parlamentare nelle Commissioni di inchiesta sulle stragi e sul caso Mitrokhin e consulente giudiziario in diversi processi, autore del libro più completo e appassionante sulla moderna attività d’intelligence.
L’incontro, promosso da Eur-eka, si svolgerà nell’ambito della manifestazione “CostArena”, presso il Centro Sociale Ricreativo Culturale Giorgio Costa, in via Azzo Gardino 48, a due passi dal cinema Lumière.
Intoccabili banche
Nel momento in cui Francia, Germania e Gran Bretagna annunciano l’intenzione di presentare al prossimo G20 di Toronto la proposta di una tassa basata sugli utili delle banche, da applicare con caratteristiche diverse a seconda delle condizioni economiche e dei sistemi fiscali di ciascun Paese, e l’Unione Europea esplora addirittura la possibilità di un’imposta “globale” sulle transazioni finanziarie, può essere utile fare il punto della situazione sugli interventi pubblici a favore delle banche e degli istituti finanziari durante gli scorsi due anni, in Europa e negli Stati Uniti, basandosi sull’ultimo dei rapporti semestrali elaborati da RS-Mediobanca (http://www.mbres.it/ita/download/rs_piani_di_stabilizzazione_finanziaria.pdf).
Da esso risulta che il totale di … // Continua
Due pesi e due misure
In una recente intervista all’agenzia di stampa iraniana IRNA, il direttore della rivista Eurasia, Tiberio Graziani, ha dichiarato: «In questi giorni abbiamo avuto modo di vedere come il diritto internazionale valga solo per gli alleati di Washington: mi riferisco all’assalto degli israeliani contro la Mavi Marmara, un vero e proprio atto di pirateria» (vedi il sito Eurasia-rivista.org). E’ la politica di “due pesi e due misure”, la stessa che porta a sanzionare l’Iran per lo sviluppo del suo programma nucleare civile, ma non Israele che dispone di centinaia di testate atomiche, senza averlo mai esplicitamente riconosciuto, e che si rifiuta di firmare il Trattato … // Continua
Il dramma di Pomigliano: o il lavoro come pena o la via crucis della disoccupazione
L’impudente schiavismo della multinazionale FIAT
Per gli amanti della liturgia della retorica patria, la Fiat sarebbe una perla del patrimonio nazionale, solo perché nata in Italia. Io non sono nazionalista ma rispetto coloro che professano un sano nazionalismo, che non è quello in questione. La Fiat è soltanto l’espressione lobbistica del padronato naturalmente amorale, il quale non ha patria, che non sia quella del profitto, dell’usura e della predazione antropozoica. La storia della Fiat non è delle migliori: è quella di un’impresa affaristica nel senso più pedestre, gretto ed avido del termine, che ha saputo cogliere, nelle varie situazioni storiche, le posizioni più confacenti … // Continua
Appello ai parlamentari per Gaza
UN APPELLO RIVOLTO AI DEPUTATI CHE SENTONO IL DOVERE DI ESPRIMERE CON FEDELTÀ IL VOTO DEI LORO CITTADINI E DEI LORO INTERI POPOLI.
In nome della Democrazia che significa il potere popolare e la sua voce libera. In nome di tutti i valori umani indivisibili ovunque.Chiediamo di far valere le ragioni e la coscienza piuttosto che le operazioni militari, chiediamo di rompere l’assedio nei confronti di un intero popolo, di aiutare un bambino affamato e un vecchio malato, chiediamo di far tornare il sorriso sui visi delle madri e di impedire le uccisioni dei civili in conformità delle risoluzioni internazionali.
I popoli chiamano i loro rappresentanti … // Continua
Dal Washington consensus all’Hollywood consensus
Conosciamo bene l’importanza che hanno sempre avuto i vecchi e nuovi mass media nella gestione anglo-americana del mondo. Sin dai tempi del colonialismo inglese infatti il ruolo della cultura dominante (e di massa) era fondamentale nel dare significati etici al dominio (missione di civiltà) e dopo, quando nel momento in cui l’impero inglese perdeva le proprie colonie, si mirò a creare un “impero della mente” (formula di Aldous Huxley) così da tentare di continuare a gestire il mondo tramite stati d’animo collettivi, quindi la cultura ed il potere finanziario…probabilmente con l’imperialismo americano in decadenza stiamo assistendo alla stessa operazione.
Oggi, dopo il crollo dell’Unione Sovietica … // Continua
L’occidentalizzazione del mondo nel pensiero di Aleksandr Zinov’ev
Se n’è andato, alla fine, nel 2006, il terribile vecchio, all’età di ottantatre anni.
Filosofo prestigioso, specializzato in questioni di logica; matematico geniale; romanziere amaro ed eccentrico; critico implacabile di tutto e di tutti: del comunismo e del post-comunismo; della Russia e dell’Occidente; del totalitarismo e della democrazia; uomo contro per eccellenza, ostinato, implacabile accusatore e irriducibile derisore di ogni conformismo, di ogni pigrizia mentale, di ogni acquiescenza al potere, qualunque esso sia: tale è stato Aleksandr Zinov’ev. Se l’è portato via, ancora indomito, un tumore al cervello; ma non se n’è andato in punta di piedi, bensì ruggendo e irridendo tutte le ipocrisie e … // Continua














