30 anni della Rivoluzione iraniana
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Il Coordinamento Progetto Eurasia esprime solidarietà alla Repubblica Islamica a trent’anni dalla Rivoluzione guidata dall’Imam Khomeyni.
Trent’anni fa il regime collaborazionista iraniano veniva abbattuto dall’insurrezione nazionale e popolare guidata dall’Imam Khomeyni e dalle guide religiose sciite.
Gli Stati Uniti e l’entità sionista perdevano così un’importante postazione strategica, che era stata inserita in funzione antisovietica nei dispositivi geopolitici occidentalisti.
La rivoluzione iraniana, ispirandosi ai princìpi dell’Islam e riproponendoli come alternativa ai sistemi politici materialisti, ha provocato da allora una serie di contraccolpi in tutto il mondo musulmano: riattivando la lotta dei movimenti d’opposizione nel Nordafrica, creando un clima favorevole a svolte politiche come quella turca, rinvigorendo la resistenza antisionista in Libano e in Palestina.
Fuori dall’area musulmana, la Repubblica Islamica dell’Iran ha stretto fattivi rapporti di collaborazione con quei paesi dell’Asia, dell’Africa e dell’America Latina che hanno perseguito l’obiettivo principale della sovranità e dell’indipendenza.
Solo i governi dell’Unione Europea, ancora vergognosamente e stupidamente legati al traballante carro statunitense e alla criminale entità sionista, mantengono un atteggiamento di ostilità nei confronti di un Paese che, ribellandosi alle pretese egemoniche dell’imperialismo americano, costituisce un alleato obiettivo dell’Europa, oltre che delle potenze eurasiatiche sovrane (Russia e Cina in primo luogo).
In considerazione di questo ruolo chiave che l’Iran svolge nel contesto continentale, il Coordinamento Progetto Eurasia dichiara la propria solidarietà con la Repubblica Islamica ed auspica che la lotta iniziata trent’anni fa a Teheran conosca nuovi sviluppi, fino all’emancipazione totale del Continente eurasiatico da ogni presenza straniera.
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