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Basi americane in Italia: una messa a punto

Di Alberto B. Mariantoni. Che l’Italia sia una colonia statunitense lo sanno anche i bambini di tre anni. Una colonia da tutti i punti vista: politico, economico, culturale e… militare.Lo status di Repubblica delle Banane trova infatti la sua principale e significativa espressione nella presenza, sul territorio nazionale, di oltre 100 basi militari USA, com’è stato dimostrato da una meticolosa ricerca condotta da Alberto B. Mariantoni, politologo e saggista di fama internazionale, ed autore de “Gli occhi bendati sul Golfo” (Jaca Book, 1991), un testo oggi introvabile e, a suo tempo, frettolosamente fatto sparire dalle librerie…

La ricerca sulle basi USA in Italia (e nel resto del mondo) risale al 2003, e venne pubblicata su vari siti d’informazione, tra cui questo .

A distanza di due anni, questa prima ricerca prese le vesti del saggio, su “Eurasia” 3/2005, col titolo “Dal Mare Nostrum al Gallinarium Americanum. Basi USA in Europa, Mediterraneo e Vicino Oriente”.

Questa ricerca, ripubblicata e citata da veri organi d’informazione non allineati alla propaganda statunitense, ha evidentemente dato fastidio…

Prova ne è il tentativo, goffo e maldestro, di screditarla avvenuta su questo sito.

Quale migliore occasione, perciò, di una impietosa e capillare messa a punto da parte dell’Autore della ricerca? Il risultato?

L’Italia ne esce riconfermata per quello che è: una colonia degli Stati Uniti, una Repubblica delle Banane.

Coordinamento Progetto Eurasia

Egregio Signore (anonimo),

Francis Bacon (1561–1626) – riprendendo un noto passo di Plutarco (Quomodo adulator ab amico internoscatur, 65d) – sottolineava: ‘Audaciter calomniare semper aliquid haeret’ (De dignitate et argumentis scientiarum, VIII, 2, 34). Ciò che nella lingua di Dante, si potrebbe tradurre con: ‘Calunniate audacemente, ne resterà sempre qualcosa’… E la calunnia, lo si sa, è sempre un seducente ed insinuante “venticello”. Per giunta, inafferrabile ed inarrestabile!

Che ci vuole, infatti, a gettare gratuitamente “ombra”, “fango” e volgare discredito sulla professionalità di qualcuno, con un semplice ‘flatus vocis’?

Con “l’arte del dire”… – come Lei ben sa – si può tranquillamente seminare il dubbio, anche sulla più evidente e tangibile delle realtà. Ma mi dica: è onestà intellettuale, per sferrare il Suo scurrile e denigrante ‘attacco’ contro la mia ricerca, nascondersi dietro ad un “dito”?

Io, contrariamente a Lei – come avrà avuto modo di constatare (visto che mi cita…) – posseggo un nome ed un cognome: cioè, delle precise e controllabili generalità che non esito affatto ad esibire, né ad utilizzare, per intero, per rivendicare la paternità delle mie ricerche, con la responsabilità morale, civile e penale che ne consegue.

Ordinariamente, quindi, non dovrei neanche risponderLe.

Vista, però, l’inusuale e sfrontata insolenza con la quale tenta di screditarmi, proverò comunque a rispondeLe, considerando le Sue soggettive ed arbitrarie contestazioni, come se fossero una semplice ‘ipotesi di lavoro’. Qualcosa, cioè, che potrà permettermi di approfondire maggiormente il soggetto in discussione e di confutare, punto per punto, l’insieme delle Sue pretese contestazioni.

Prendiamo, dunque, per cominciare, l’ammesso e non concesso “risultato” delle Sue cosiddette “dimostrazioni di falsità” a proposito della mia ricerca. E cerchiamo di metterlo a nudo.

1. Da un punto di vista generale

Se quanto Lei afferma, rispondesse al verocioè, che 44 basi o installazioni militari o logistiche USA o NATO/OTAN (North Atlantic Treaty Organization, ovvero Organizzazione del Trattato Nord Atlantico), controllate dagli USA e presenti in Italia, secondo la mia ricerca, sono falsequante ne resterebbero in totale? Diciamo che, dalle mie 107 elencate (nel 2003 – attualmente, invece, ce n’è qualcuna in più!), ne resterebbero ancora 63 (sessantatre).

Le sembrano poche? Il Suo innato ed indefesso “patriottismo”, le permette ancora di “digerirle” facilmente, senza provocarLe irrefrenabili conati di vomito e/o angosciosi ed esiziali traumi psico-fisici? Se non Le causano nessun sintomo patologico, potrebbe sempre auto-proporsi al Guinness World Records, categoria “stainless steel stomachs (stomaci d’acciaio inossidabile)!

In tutti i casise tengo conto della Sua lista di pretese confutazioni – la totalità delle basi o installazioni militari o logistiche USA o NATO/OTAN controllate dagli USA che restano a bivaccare in Italia, non sarebbero certo 7, come spesso si pretende. Né tanto meno, “7 + 30 istallazioni-infrastrutture logistiche” o “distaccamenti di supporto”, come sostiene, con mal celato compiacimento, il Sig. Enzo di Cremona – 392.3545851 – che è intervenuto, dopo di Lei, a supporto del Suo apparente “scoop”, sul medesimo forum di discussione.

Allora, per non restare nel vago e dare la possibilità al lettore di entrare nel vivo di questa istruttiva discussione, cercherò di approfondire l’intera problematica.

2. Da un punto di vista particolare

Nella ricerca da me effettuata, a suo tempo (2002-2003) – dopo un’iniziale e confidenziale segnalazione di un Alto ufficiale della SETAF (Lei che sa tutto sugli Ameri-cani, saprà senz’altro cosa significa questo acrostico!), e la successiva e scrupolosa verifica delle informazioni ricevute, luogo per luogo (per mesi…) – ho sempre specificato che si trattava di basi e/o di installazioni militari o logistiche USA e/o NATO/OTAN, sotto controllo USA. In altre parole, qualsiasi parcella di territorio italiano che è stata direttamente o indirettamente sottratta alla piena sovranità del nostro Stato nazionale.

Quella perdita di sovranità possiede questo genere di fondamenti: a) – le clausole segrete della ‘Convenzione d’Armistizio’ del 3 Settembre 1943; b) – le clausole segrete del ‘Trattato di pace’ imposto all’Italia, il 10 Febbraio del 1947 (Parigi); c) – il ‘Trattato NATO’ firmato a Washington il 4 Aprile 1949, ed entrato in vigore il 1 Agosto 1949; d) – il ‘Bilateral Infrastructure Agreement’ (BIA)o ‘Accordo segreto USA-Italia’ del 20 Ottobre 1954 (Accordo firmato dal Ministro Scelba e l’Ambasciatrice statunitense Clare Booth Luce, e mai sottoposto alla verifica, né alla ratifica del Parlamento); e) – il Trattato Italia-NATO, firmato a Parigi il 26 Luglio 1961 (reso operativo con Decreto del Presidente della Repubblica No. 2083, del 18 Settembre 1962); f)Accordo bilaterale Italia-USA, firmato dal Governo Andreotti, il 16 Settembre 1972; g) – il ‘Memorandum d’intesa USA-Italia’ (Shell Agreement) del 2 Febbraio 1995; h)Accordo segreto denominato ‘Stone Ax’ (Ascia di Pietra), concluso inizialmente negli anni ‘50/’60 e rinnovato l’11 Settembre 2001. Il tutto, naturalmente, senza parlare degli altri ‘Accordi segreti’ che – oltre a non fare trapelare nemmeno il loro nome – contemplano, sia i ‘Depositi nucleari statunitensi’ in Italia (all’incirca 90 bombe, del tipo B-61, con potenza fra i 45 ed i 107 kilotoni, di cui 50 testate dislocate presso la base di Aviano in provincia di Pordenone e 40 in quella di Ghedi-Torre in provincia di Brescia) che i differenti ‘Programmi di cooperazione militare’ ordinariamente imposti alle nostre FF.AA.

Prima di passare ai dettagli, mi permetta questa parentesi.

Debbo confessare che nella lista originale delle basi e/o delle installazioni militari o logistiche USA e/o NATO/OTAN (sotto controllo USA) da me pubblicata, ci sono effettivamentealcuni errori’.

La ragione è semplice da spiegare: quegli “errori” sono stati, da me, volontariamente e vistosamente inseriti, per salvaguardare l’anonimato del mio informatore iniziale. E per impedire che Big Brother potesse risalire fino a lui.

Lo so che la CIA ed il MOSSAD, questo genere di “errori” non li sopportano, ma che vuole – visto che il suddetto personaggio è pure un mio amico – non potevo fare altrimenti.

Per il resto, come da Lei ammesso nel Suo intervento, anche se alcune delle Basi o Installazioni militari o logistiche NATO/OTAN (che – come Lei ben sa… – sono sotto diretto o indiretto controllo USA) posseggono una denominazioneitaliana”, come avrebbe preferito che le definissi? “Basi italiane, a sovranità limitata”? Decida Lei.

Chiusa parentesi.

E veniamo all’elenco “pieno zeppo”… di miei cosiddetti “errori”, “omissioni” e “falsità assortite”…

Per facilitarLe il controllo e l’eventuale contro-replica, mi permetto di riprendere il medesimo ordine che Lei ha voluto impartire alla Sua lista di contestazioni:

Rivolto (UD): Lei dice, “Nessuna base USA, Rivolto fa parte dell’Aeronautica Italiana. Sede, fra l’altro, delle Frecce Tricolori”. Allora, come spiegare la frequente e reiterata presenza, sul medesimo aeroporto, di F-16C/J Fighting Falcon e di F-117 Nighthawk (USA), nonché di Canberra PR-9 e di Tornado GR1 della NATO/OTAN, alle dirette dipendenze del Comando US.Air-Force di Aviano? Sono “ospiti” obbligatori e regolari del 313° Gruppo di addestramento? Forse Lei non se ne rende conto ma, se così fosse, sarebbe ancora peggio! Questo vorrebbe dire che le strutture militari del nostro Paese, sul suolo italiano, servono da ufficiosa copertura alla perpetuazione dell’occupazione (pardon, “liberazione”…) militare statunitense del nostro territorio, ufficialmente indipendente e sovrano. Qualora ritenesse, però, che certe “presenze” sono da considerarsi del tutto normali (non siamo “Alleati”?), abbia ugualmente la compiacenza di citarmi qualche base o installazione militare o logistica italiana – magari, similmente “ospite” obbligatoria… – sul territorio degli Stati Uniti d’America. Questo sì che sarebbe uno scoop!

Istrana (TV): Lei sottolinea, “Base dell’Aeronautica Italiana intitolata a “Vittorio Bragadin”. Verissimo, ma – per chiarirmi le idee – potrebbe dirmi, per cortesia, da dove avrebbero decollato, nel 1999, sotto il Comando US-Air-Force di Aviano, 12 Jaguar, 10 Mirage F1 CT, 6 Mirage F1 CR, 3 Mirage IV P, 8 Mirage 2000 C, 15 Mirage 2000 D ed 1 C-160 Gabriel, per andare a portare la “democrazia”, a suon di bombe, alla Serbia ? E, per quale ragione, sulla pista del medesimo aeroporto, fanno regolarmente “scalo” alcuni F-15E Strike Eagle ed A-10 Thunderbolt II dell’US-Air-Force, nonché dei Tornado GR1 della NATO/OTAN ? Una mia illusione ottica?

Lunghezzano (VR): che Lei chiama un “terminale satellitare NATO” (dimenticando “sbadatamente” di segnalare il fatto che è sotto controllo dell’US Space Command e della NSA); che poi, sul luogo, ci siano anche i Carabinieri, non cambia niente alla problematica che è sollevata dalla mia ricerca!

Erbazzo (VR): che Lei chiama un “una stazione radio HF JCOC della NATO“, dimenticando, come sopra, di menzionare “chi” la controlla realmente! Tanto per misurare la Sua buona fede, Le dice niente, ad esempio, il Solar Optical Observing Network, una struttura collegata alla NSA (National Security Agency)? Quando parla del JONC, perché non ha ugualmente l’onestà intellettuale o il buon gusto di precisare di che cosa si tratta? JCOC (Joint Combat Operation Center), denominato in codice West Star, l’AOC Air Operation Center e l’ADOC Air Defence Operation Center, alle dirette dipendenze dei comandi USA.

Monte Venda (PD): che Lei chiama “un ripetitore automatico“ (dimenticando, come al solito, di specificare da “chi” è controllato!); dunque, ancora un’installazione…; inoltre, “ripetitore” di cosa” e per “chi”? Perché non lo rivela? Per il resto, idem come sopra;

Sant’Anna di Alfaedo: che Lei definisce “una stazione radio JCOC NATO“ (con la solita “innocente dimenticanza”, a proposito di “chi” effettivamente la controlla). Tanto per divertirci un po’, le dicono nulla, per caso, le ‘antenne circolari’ tipo Wullenberg, del sistema Echelon, capaci di ascoltare ogni genere di segnale telecomunicato? Quando parla del JONC, perché non ha il coraggio o la gentilezza di precisare quanto ho già specificato sopra? Oppure, anche in questo caso, si tratta delle ‘antenne della Swisscom’?

Concordia Sagittaria (VE): che Lei chiama “un radar NATO (sistema NADGE)“ – quindi, ancora una volta, un’Installazione militare o logistica (anche in questo caso, con le “dimenticanze” di rito, per ciò che riguarda il Comando USA da cui effettivamente dipende…). Per quale ragione, infatti, omette ugualmente di specificare che tutte le stazioni radar integrate del sistema NADGE sono alle dirette dipendenze dell’US Space Command e del centro SETAF (South Europe Task Force) di addestramento alla guerra elettronica EW (Electronic Warfare)?

Crotone: che Lei segnala come “un radar NATO“ (ibidem, per le sue “dimenticanze” a proposito di “chi” lo controlla…). In proposito, Le dice niente, per caso, il 6917° ESG (Electronic Security Group) e il 2113° ESS (Electronic Security Squadron) che dipendono dal quartier generale di Ramstein USA-Air Base (Germania)?

Decimomannu (CA): Lei dice, “aeroporto dell’Aeronautica Italiana intitolato a “Giovanni Farina”. Perbacco, e chi potrebbe smentirLa! Ma che dire, però, delle squadriglie dell’US-Air-Force (F-15E Strike Eagle) e della NATO/OTAN (ad esempio, diversi C-160 Transall, Tornado Recce e CF-18A/B Hornet) sotto comando USA che spesso vi stazionano o vi fanno scalo? Lei vorrebbe farmi credere che siano delle semplici “visite di cortesia”?

Elmas (CA): Lei afferma, “aeroporto civile italiano aperto al traffico militare“. Allora, deve essere proprio stato un “caso” che, quando ci sono passato io, per controllare, c’era una squadriglia di F-16C Fighting Falcon dell’US-Air-Force!

Ghedi (BS): Lei dice, “Aeroporto militare dell’Aeronautica Italiana intitolato a “Ten. Luigi Olivari”. Allora, mi tolga la curiosità: Le dice niente, per caso, il “Munitions Support Squadron”, per la conservazione di bombe nucleari, a Ghedi Torre (BS) ed a Longare (Vicenza – sede del “Site Pluto”, il principale sito di stoccaggio di armi nucleari in Italia)? Controllato da “chi” indovini ? Forse è meglio domandarlo a qualche responsabile pro tempore di Palazzo Chigi (riferimento: Trattato segreto, ‘Stone Ax’, rinnovato nel 2001);

Gioia del Colle (BA): Lei sottolinea, “Aeroporto militare dell’Aeronautica Italiana intitolato a Antonio Ramirez”. Allora, mi dica Lei: per quale ragione l’aeroporto in questione è classificato COB (Collocated Operating Bases), cioè una base con possibilità di schierare aerei dotati di armi nucleari, sia della NATO/OTAN che dell’US-Air-Force?

Grazzanise (CE): Lei dice, “Aeroporto militare dell’Aeronautica Italiana intitolato a “Carlo Romagnoli”. Io l’ho denominata ‘Base saltuaria USAF’, in quanto nel 1999 (durante i bombardamenti USA e NATO sulla Serbia) ed in altre occasioni (ad esempio, nel 2003), vi hanno ripetutamente stazionato ed operato diversi F-117 e F-16C, nonché degli F/A-18D e F-15E Strike Eagle, tutti appartenti alla 16th, 31st e 52nd Air Expeditionary Wing (USA). Dov’è “l’errore”, “l’omissis”, la “falsità”?

Grottaglie (TA): Lei rileva, “Stazione Aeromobili Marina Militare Italiana intitolato a “M. Arlotta”. Che dire, allora, degli Harrier AV-8B (aerei a decollo verticale) della NATO/OTAN (predisposti per il lancio di ordigni nucleari) che vi sono stazionati, sotto Comando USA? E che dire del fatto che questa base, istituita ufficialmente il 4 Settembre 2002, già dall’ottobre del 2002 era diventata sede del comando NATO/OTAN denominato ‘COMITMARFOR’ ? “Chi” comanda il ‘COMITMARFOR’ ? Indovini… Per puro “caso”… il COMSTRIKFORSOUTH (USA)!

Lago di Patria (CE): Lei, qui, è perentorio: “Nessuna base USA”. Le segnalo che può benissimo trovare l’ubicazione di questa base, sul sito internet ufficiale dell’US-Navy di Napoli http://www.globalsecurity.org/military/facility/naples.htm Questo, naturalmente, senza contare che nelle vicinanze di Lago Patria, esattamente nella località di Giugliano, esiste ugualmente una ‘stazione di comunicazione SATCOM’. Controllata da “chi”? Indovini… Sicuramente da “Cappuccetto rosso”!

Lampedusa: Lei parla di “una stazione LORAN della guardia costiera USA”. Quindi, conferma? E come la mettiamo, però, con il Centro d’ascolto e di comunicazioni della NSA che a Lei non risulta?

Ciampino: Lei sottolinea, “Aeroporto militare dell’Aeronautica Italiana intitolato a “Giovanni Battista Pastine”. Come darLe torto. Ma come spiegare, però, che fino al 2003/2004 (successivamente no, in quanto buona parte dell’aeroporto è stata riconvertita in ‘base aerea civile’, per Compagnie low-cost), vi erano presenti, a rotazione regolare, alcuni EA-6B Prowler, E-8 JSTARS e C-130 Hercules dell’US-Air-Force? Ecco un altro “mistero”!

Licola (NA): Lei parla di “una stazione radar NATO (NADGE)”. Che faccio, mi debbo ripetere a proposito del sistema NADGE? E cioè, che è alle dirette dipendenze dell’US Space Command e del centro SETAF (South Europe Task Force) di addestramento alla guerra elettronica EW (Electronic Warfare)?

Taranto: Lei, in questo caso, pretende addirittura che “non esiste nessuna base navale USA”… Allora, mi permetto di rivolgerLe qualche domanda semplice semplice: Le dice nulla, per cominciare, l’HQ High Readiness Force dell’US-Navy? Le ricorda qualcosa, il sistema di spionaggio telematico, denominato “C4i” che è posizionato a Taranto, alle strette dipendenze del Navy Center for Tactical System Interoperability di San Diego in California? Le fa venire in mente niente, sempre a Taranto, la sede del MARIDIPART (Dipartimento Militare Marittimo dello Ionio e del Canale d’Otranto), con funzioni logistiche NATO/OTAN (rifornimenti, riparazioni e controlli delle operazioni di combattimento) e con comando misto italiano e statunitense? Le dice niente, la stazione navale sita in ‘Mar Piccolo’ sul prolungamento dell’Arsenale Militare? quella denominata MARISTASOM? E quella, molto più ampia, sita in Mar Grande (località Chiapparo) presso cui possono attraccare “di diritto” (sic!) navi e sommergibili USA e NATO/OTAN? Le dice qualcosa, a Martina Franca di Taranto, la sede del 3° ROC (Regional Operations Centre) della NATO/OTAN, sotto controllo USA? Visto che ci siamo, perché non aggiungere che presso la sede del 3° ROC, opera il 3° TAOC (Tactical Operation Center) e il 3° SOC (Section Operation Center) ? E che dire, del Static War Headquarters che dipende dalla 5th ATAF (Allied Tactical Air Force), forza aerea tattica alleata della NATO/OTAN, sotto controllo USA? Il tutto, naturalmente, senza parlare della probabile e futura Base US-Navyche dovrebbe sorgere(al posto di quella di Gaeta) nell’area del ‘Molo polisettoriale’ (i pourparlers tra autorità USA ed Italiane, sembra, siano tuttora in corso…) e che l’On. Massimo Ostillio, ex-vicepresidente della Commissione Difesa, considera che “sarebbe una fortuna per l’economia tarantina”…

Brindisi: Lei pretende che non ci sia nessuna Base? E allora, come la mettiamo con questo indirizzo: United Nation Logistics – V. Maddalena – 72100 Brindisi? Visto che sicuramente andrà a controllare, domandi pure da “chi” dipende militarmente quella Base?

Cameri (NO): Lei dice, “non esiste nessuna base USA. Aeroporto Militare Italiano intitolato a “Natale e Silvio Palli”. Non ospita piu’ reparti di volo, ma un centro manutenzione per i Tornado IDS”. E per quale ragione, omette di precisare che si tratta di velivoli NATO/OTAN, sotto controllo USA? La capisco: io ho detto: ‘Base aerea USA con copertura NATO’. Lei, invece, ne sono sicuro, avrebbe senz’altro preferito che dicessi, ‘Base NATO per copertura USA’… Come dicono i francesi: bonnet blanc et blanc bonnet!

Montichiari (BS): Lei afferma, “non esiste nessuna base aerea USA, solo un aeroporto civile, il “Gabriele d’Annunzio”. Bene. Allora, mi dica Lei: chi controlla le testate nucleari per i missili antiaerei bivalenti Nike-Hercules di Montichiari, Bovolone, Ceggia, Conselve, Chioggia, Cordovado, Monte Calvarina e Zelo?

Monte San Damiano (PC): Lei dice, “non esiste nessuna base dell’aeronautica USA”. In questo caso, il mio “errore” è esclusivamente nella denominazione, e me ne scuso con i lettori. Diciamo che, in realtà, la base non si chiama ‘Monte San Damiano’,ma semplicemente ‘San Damiano’. Pur essendo ufficialmente un aeroporto italiano, infatti, ospita, dal 1991, uomini e mezzi NATO/OTAN, sotto comando USA; infatti, insieme agli aerei del 50° Stormo ‘Giorgio Graffer’ e del 155° Gruppo (equipaggiato con Tornado), vi stazionano ugualmente diversi Harrier e Canberra della NATO/OTAN (sotto comando USA).

Parma: Lei sostiene, “nessun deposito USAF (che significa copertura NATO??!!)”. Confermo: ‘deposito USAF’. “Copertura NATO”, significa che, ufficialmente, il deposito appartiene alla NATO/OTAN, ma è realmente controllato da militari statunitensi. E visto che ci siamo, mi permetto di segnalarLe che a Pieveottoville (frazione di Zibello di Parma), c’è anche un ‘sito missilistico contraereo Hawk’, della NATO/OTAN Ftase. Controllato da “Chi“? Se preferisce, in questo caso, possiamo dire, da “Babbo Natale”… in uniforme USA!

Bologna: Lei dice, “nessuna base USA”… Vero, ma chi ha mai parlato, in questo caso, di “Base militare”? Mi sembra di avere precisato: ‘Stazione di telecomunicazioni del Dipartimento di Stato Americano’. Lei rincara: “Cosa c’entrano le stazioni di telecomunicazioni del dipartimento di stato?”. Per capire che cosa c’entrano, si ponga questa domanda: quante “Stazioni di telecomunicazioni di un qualunque Ministero della Repubblica italiana” esistono negli Stati Uniti d’America?

Rimini: Lei sottolinea, “nessun gruppo logistico e nessun centro di telecomunicazioni USA. Miramare ospita gli elicotteri del 7° Reggimento Aviazione dell’Esercito “Vega” (EI)”. Allora, visto che continua a tentare di fare il furbo, cercherò di essere più preciso: nella località Pisignano (Ravenna), al confine tra il Comune di San Giorgio (Cesena) e quello di Cervia (Ravenna) c’è un aeroporto militare (denominato Cervia-San Giorgio), ufficialmente NATO/OTAN dove sono basati, guarda caso, il 48° e il 52° Air Expeditionary Wing (USA), con F-15 e A-10. Nell’entroterra di Rimini, confermo che vi è acquartierato un Gruppo logistico USA per l’attivazione di bombe nucleari (“Munitions Support Squadron”) ed a Rimini-Miramare, un ‘Centro telecomunicazioni USA’, distaccato presso le medesime installazioni del Comando del 7° Reggimento Aviazione (elicotteri) dell’Esercito “Vega”.

Pisa: Lei mi controbatte, “cosa c’entra? Pisa-San Giusto e’ un aeroporto militare italiano, intitolato ad “Arturo dell’Oro”. Ospita la 46a Brigata Aerea dell’AMI”. Oltre alla 46a Brigata Aerea dell’AMI che Lei cita, potrebbe dirmi che cosa ci stanno a fare, nel medesimo aeroporto, diverse volte all’anno, alcuni F-15C Eagle, F-16C Fighting Falcon, EA-6B Prowler, EC-130 ABCC, EC-130H Compass Call, C-130 Hercules, ecc.? Trasportano i loro equipaggi, a visitare la Torre di Pisa, in scampagnata premio, oppure?

Talamone (GR): Lei scrive, “nessuna base US Navy. Saltuaria non significa niente, o e’ americana o e’ italiana, punto”. Se mi sono permesso di sottolineare ‘saltuariamente una Base Usa’, è per la semplice ragione che ospita – molto spesso, anche se in maniera irregolare – alcune unità della US-Navy. In particolare, unità della classe ‘Austin’, della classe ‘Stalwart’, della Classe ‘Pegasus’, della classe ‘Arleigh Burke’, ecc.

Salto di Quirra (CA) – (cioè, un “modesto” ed “innocuo” terreno di esercitazioni di all’incirca 12.000 ettari che si estende da Salto di Quirra, fino alla baia di San Lorenzo): Lei afferma, “questo poligono e’ gestito dal Ministero della Difesa Italiano”. Questa Sua affermazione mi fa ricordare una frase che era incisa su una di quelle mattonelle da appendere al muro che in generale si vendono alle fiere paesane: Il padrone di casa sono io, ma chi comanda è mia moglie”! E’ verissimo, dunque, che quel poligono è “gestito” dal Ministero della Difesa Italiano, ma “chi” comanda effettivamente sul posto? Questo – come al solito – non lo dice! “Chi” è, inoltre, che vi sperimenta gli armamenti dell’Alenia, dell’Aérospatiale, della Thomson, ecc.? “Chi” controlla, a Capo Frasca, le istallazioni radar, l’eliporto ed i depositi logistici? Il suddetto Ministero della Difesa? E che dire, per completare l’informazione, della vistosa e sgraziata istallazione di spionaggio della NSA statunitense (una specie di torre) che, nel frattempo, è “miracolosamente” spuntata in mare, nel pieno del Parco naturale di Sinis-Malu Bentu? Chissà con quale autorizzazione… Potrebbe dirmelo?

Capo San Lorenzo (CA): Lei dice, “zona di addestramento per la Sesta flotta Usa? E cosa c’entra con le basi militari??!”. C’entra a tal punto – mio Caro Signore – che la zona, a causa delle sempre più frequenti “esercitazioni” US-Navy, è praticamente quasi sempre interdetta ad ogni tipo di navigazione, marittima ed aerea, militare e civile, perfino della Marina e dell’Aviazione italiane…; insomma, è come se gli aspiranti “padroni del mondo” (leggi, USA), stessero a casa loro! Tutto “dovuto”, naturalmente: non ci hanno “liberato”? Ma dico, se lo immagina un medesimo caso di figura, gestito dalla Marina italiana, a ridosso delle coste statunitensi?

Monte Romano (Roma): Lei sottolinea, “questo non c’entra niente con gli USA, e’ un poligono gestito dall’Esercito Italiano! Sicuramente parecchi najoni lo ricorderanno”… Tanto per scambiarci qualche informazione: non Le dice proprio niente, ad esempio, il SOCOM (Special Operation COMmand), il Comando Operazioni Speciali delle Forze Armate USA? Quando si sarà bene informato, potrà constatare che Monte Romano non è soltanto un ‘poligono di tiro’ dell’Esercito Italiano…

Napoli Capodichino: Lei dice, “Aeroporto Militare aperto al traffico civile autorizzato intitolato a “Ugo Niutta”. Il fatto che ospiti un reparto della US Navy non la fa diventare base USA”. Ora, contrariamente alle sue goliardiche boutades, Le faccio notare che la base USA situata presso l’aeroporto (che ha sostituito, di recente, quella che era dislocata presso Bagnoli), a mia conoscenza, in questo momento, ospita all’incirca 3500/4000 uomini e si estende fino al sobborgo-satellite di Cirigliano (MT), dove c’è il Commander-in-Chief Allied Forces Southern Europe(CINCSOUTH) ed il CINCUSNAVEUR. L’aeroporto di Capodichino, inoltre, viene regolarmente utilizzato sia dagli aerei dell’USAF che da quelli dell’US Navy.

Nisida (NA): Lei mi chiede, “base US Army? Quale reparto?”. Ed io Le fornisco i riferimenti: fino al 2003, nel circondario di Nisida, c’era un piccolo distaccamento della 173rd Airborne Brigade, di stanza ordinariamente presso la Caserma Ederle di Vicenza (a partire dall’11 Ottobre 2006, la 173rd Airborne Brigade è stata riqualificata con il nome di 173rd Airborne Brigade Combat Team – ABCT). Dopo il riordino delle Basi USA in Campania e l’inizio della Guerra in Iraq (Marzo 2003), l’installazione è stata chiusa.

Agnano (NA): Lei dice, “idem come sopra”. E come sopra, io Le preciso: la ‘Base militare’ vera e propria è stata chiusa nel 2003, ma cosa potrebbe dirmi, invece, Lei, dell’ADP Center N.S.A. di Agnano (non lontano dal celebre ippodromo), dove è pure acquartierato un distaccamento amministrativo della U.S. NAVY?

Comiso (RG): Lei proferisce, “Smantellata? E allora perche’ la contate?”. E’ da contarsi, per il semplice fatto che ci sono tuttora alcuni depositi dell’US-Air-Force che continuano ad essere sotto controllo statunitense.

Augusta (SR): Lei soggiunge “non esiste nessuna base navale dell’US Navy”. Benissimo, ma allora che ci fa, sul posto, il personale dell’US Navy Element, AFSOUTH, un distaccamento del Naval Support Activity? Chissà, forse si diletta a prendere dei “bagni di sole”?

Trapani: Lei precisa, “questo e’ un aeroporto militare italiano, intitolato al “Senatore Vittorio Florio”. D’accordo, ma per quale ragione, allora, anche in questo aeroporto è spesso segnalata la presenza di aerei dell’US-Air-Force e di quelli della NATO/OTAN? Lei come lo spiega? Con uno scambio di ‘buone procedure’, tra colonizzatori e colonizzati?

Candela-Masazza (Vercelli): Lei sottolinea, “non mi risulta nessuna base USA Air”. Allora, mi spieghi Lei: come mai la presenza, sul luogo, di un Education & Training Command (AETC) dell’US-Air-Force (USAF) e di un distaccamento dell’US-Army?

Remondò (PV): Lei dice: “Base USA? Da quando? E’ un Centro Radar dell’Aeronautica Militare Italiana”… Debbo ripetere quando ho gia spiegato per altre stazioni radar (NATO/OTAN) citate in questa lista? Per metterla sulla buona “pista”, Le dice niente, per caso, il ‘progetto P415’ della Lockeed Martin?

Sorico (CO): Lei precisa, con ironia : “Le antenne della Swisscom sarebbero basi militari?” Certo che no! Ma quelle controllate dalla NSA e dal GCHQ (Government Communications Head Quarters) – sto parlando dei servizi di sorveglianza elettronici del tipo Totalizer, Troutman, Silverweed, Ruckus, Moonpenny, Ultrapure – a cosa servirebbero? Mi dica Lei: forse a spaventare i “passeri” della regione, all’epoca della raccolta del grano?

San Bartolomeo (SP): giusta osservazione da parte Sua: “San Bartolomeo e’ il Viale in cui e’ sita l’installazione”… All’epoca, non sapendo come situarla con precisione, la chiamai con il nome della strada dove è realmente ubicata e mettendo tra parentesi “SP” che, fino a prova del contrario, significa La Spezia. Davvero un imperdonabile qui pro quo! Allora chiamiamola semplicemente con il nome di La Spezia che – come Lei mi conferma – è comunque sede del Centro ricerca NATO/OTAN per la guerra sottomarina, il Centro antisommergibile SACLANT. Quando fa certe affermazioni, però, perché non le completa? Per quale ragione, infatti, non cita ugualmente il MARICOCESCO (Centro per la fornitura di pezzi di ricambio per navi e sommergibili) ed il MARIPERMAN (Centro per gli esperimenti sui materiali da guerra) ivi acquartierati? Da “chi” sono controllati militarmente questi Centri? Naturalmente, come d’abitudine, non lo dice. Allora che provocatore sarebbe? E quello che parimenti preferisce non dire (menzogna per omissione? cattiva informazione?), è l’intenso e regolare “traffico” di sottomarini nucleari USA che si svolge nel porto di La Spezia, con un altissimo rischio per la salute e l’incolumità fisica delle popolazioni civili residenti nella regione. Il tutto, nel segreto più assoluto, e con la complicità delle Autorità militari e politiche italiane. Come quella volta, nel Luglio 2000, quando un sommergibile USA subì un’importante avaria nel medesimo porto e non si riuscì mai a saperne nulla di preciso (ed ancora oggi, non se ne sa un granché…), nonostante la gravità dell’incidente e l’allora pubblica denuncia dell’accaduto, da parte del quotidiano ‘Il Secolo XIX’, Che dire? Sudditanza, nei confronti degli USA, oblige!

Monte Limbara (SS): qui, Lei, è di nuovo perentorio: “Non esiste nessuna base missilistica USA”… Mi dica Lei, allora: come le definirebbe, Lei, le istallazioni militari che esistono, nella zona Off-Limits, tra Oschiri e Tempio (Sassari)?

E qui chiudo con la mia replica. ‘Entia non sunt moltiplicanda sine necessitate’… (Guglielmo di Occam/William of Ockham).

Chi è, dunque, tra noi due, colui che non è meticoloso nelle sue inchieste? Anche in questo caso, decida Lei !

Con i miei più cordiali saluti,

Alberto B. Mariantoni

(23 Febbraio 2008)

10 Commenti a “Basi americane in Italia: una messa a punto”