// Economia
“Nucleare: una scelta di civiltà, sviluppo e potenza”. Sabato 26 Maggio a Piacenza
Segnaliamo l’incontro-dibattito organizzato da Stato e Potenza: “Nucleare: una scelta di civiltà, sviluppo e potenza”, che avrà luogo sabato 26 Maggio, alle ore 15.30, nella sala pubblica della Circoscrizione 2 del Comune di Piacenza, in via XXIV Maggio 51, Piacenza.
Contro i “merca(n)ti”
Secondo il sociologo Luciano Gallino “il passo più rischioso cui Sarkozy e Merkel stanno spingendo la Ue consiste nel salvare le banche senza compiere alcun tentativo per avviare una vera riforma del sistema finanziario”. (1) Non c’è dubbio infatti, che sotto il profilo economico, “la crisi dei bilanci pubblici è in realtà è una crisi dei bilanci delle banche”. Di ciò ormai anche una parte dell’opinione pubblica europea mostra di essere consapevole e soprattutto ne sono consapevoli quei greci che non vogliono essere “sacrificati sull’altare” di una Unione europea al servizio dell’oligarchia finanziaria mondialista. Ma anche in Italia l’euroscetticismo comincia a diffondersi e si … // Continua
Il Politico e l’economico
E’ uno dei meriti più significativi della ricerca storica ed antropologica contemporanea l’aver messo in luce che le differenze tra le società capitalistiche e le società precapitalistiche non sono di grado bensì di forma, dato che in queste ultime erano le “forme metaeconomiche” – la politica, la religione e le relazioni comunitarie – a strutturare e “sovradeterminare” la sfera economica. Solo con l’avvento della società di capitale si sviluppa e si consolida uno spazio economico autonomo, nettamente distinto dalla sfera politica. “Genesi dello spazio economico” è appunto il titolo di un libro, a cura di Luigi Ruggiu (autore, tra l’altro, di un … // Continua
Deutschland Uber Alles: la fine del capitalismo renano
Il Capitalismo Renano tedesco sorse dalle macerie del Secondo Conflitto mondiale e si sviluppò fino ai giorni nostri: un traguardo ormai concluso. Axel Weber, presidente della Bundesbank, racconta a 40 banchieri centrali la grande rivoluzione intervenuta nell’economia tedesca:” Tutto è cambiato da quando si è passati da contratti di lavori per settore e su scala nazionale a contratti aziendali e territoriali. Gli aumenti di produttività liberati da questa svolta sono anche maggiori delle stime, in sé già spettacolari”. Parafrasando, si può dire che la Germania, per tutto il dopoguerra è stata l’esempio di relazioni industriali consociative, ha abbandonato il modello di capitalismo, noto come … // Continua
Le magnifiche sorti progressiste di Marchionne
Da quando i progressisti italiani “più illuminati” hanno espresso sperticate lodi sull’appartenenza di Marpionne alla schiera dei “managers socialdemocratici”, fatte anzitutto, dall’ineffabile Fassino (ex leader Ds), il primo di un lungo elenco sinistro,si accarezza il sogno americano di una sinistra manageriale quale controparte, che gestisce ormai da tempo le sorti del Belpaese con alla guida una classe politica litigiosa per qualche osso da spartire come si conviene tra servi sicofanti, cui la politica è soltanto una evocazione fatta per stomaci forti.
Una maggior attenzione deve essere posta al gruppo Usa Fiat-Chrysler, perché con esso si sta muovendo un’insieme strategico, come asse portante di una nuova … // Continua
Cina, Stati Uniti: il sorpasso
Nel corso del 2009 la Cina Popolare è diventata la più grande potenza economica mondiale ed il suo prodotto interno lordo (PNL) reale ha superato quello degli Stati Uniti. C’è ormai un nuovo “numero uno” a livello mondiale, in altri termini, dato che la Cina socialista ha scavalcato senza alcun dubbio gli USA per massa di ricchezze reali prodotte, anche se è ancora molto indietro per livelli di produttività pro-capite: i mass-media occidentali che straparlano di un futuro sorpasso economico della Cina sugli USA nel 2025, 2035 o 2050, semplicemente (e strumentalmente)… straparlano.
Passiamo ai dati di fatto: nel 2008 il PNL degli Stati … // Continua
Corrado Gini e dintorni
Incredibile. La “libera stampa” torna a parlare di diseguaglianza sociale e distribuzione dei redditi e della ricchezza in Italia.
Saccheggiamo a piene mani l’articolo Il Belpaese della disuguaglianza, apparso su La Repubblica di lunedì 5 Luglio a firma Roberto Mania (http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna¤tArticle=SNBV5).
L’autore ci rammenta una vecchia cognizione universitaria, secondo la quale l’indice per misurare il tasso di diseguaglianza nella distribuzione del reddito è stato definito nel secolo scorso da uno statistico-economista italiano: Corrado Gini. Più basso è l’indice Gini, meno diseguaglianze presenta la società.
Intoccabili banche
Nel momento in cui Francia, Germania e Gran Bretagna annunciano l’intenzione di presentare al prossimo G20 di Toronto la proposta di una tassa basata sugli utili delle banche, da applicare con caratteristiche diverse a seconda delle condizioni economiche e dei sistemi fiscali di ciascun Paese, e l’Unione Europea esplora addirittura la possibilità di un’imposta “globale” sulle transazioni finanziarie, può essere utile fare il punto della situazione sugli interventi pubblici a favore delle banche e degli istituti finanziari durante gli scorsi due anni, in Europa e negli Stati Uniti, basandosi sull’ultimo dei rapporti semestrali elaborati da RS-Mediobanca (http://www.mbres.it/ita/download/rs_piani_di_stabilizzazione_finanziaria.pdf).
Da esso risulta che il totale di … // Continua
Il dramma di Pomigliano: o il lavoro come pena o la via crucis della disoccupazione
L’impudente schiavismo della multinazionale FIAT
Per gli amanti della liturgia della retorica patria, la Fiat sarebbe una perla del patrimonio nazionale, solo perché nata in Italia. Io non sono nazionalista ma rispetto coloro che professano un sano nazionalismo, che non è quello in questione. La Fiat è soltanto l’espressione lobbistica del padronato naturalmente amorale, il quale non ha patria, che non sia quella del profitto, dell’usura e della predazione antropozoica. La storia della Fiat non è delle migliori: è quella di un’impresa affaristica nel senso più pedestre, gretto ed avido del termine, che ha saputo cogliere, nelle varie situazioni storiche, le posizioni più confacenti … // Continua
Anniversari dimenticati: la liquidazione dell’Iri
Accadde dieci anni fa : il 27 giugno del 2000 l’IRI (Istituto per la Ricostruzione Industriale) venne messo in liquidazione, chiudendo ogni residuo di intervento pubblico volto ad assicurare una presenza attiva dello Stato nell’economia (1).
Nato nel 1933, l’Istituto rappresentò al suo sorgere la risposta del governo italiano all’onda lunga della crisi finanziaria mondiale innestata dagli USA nel 1929 : contrariamente alle ricette liberiste cui siamo abituati, lo Stato di allora non finanziò con denaro pubblico le banche private speculatrici – lasciando al loro posto azionisti e manager – ma acquisì il controllo del 94 % della Comit e del Banco di Roma, e … // Continua
Un’altra Europa
Ha scritto recentemente Massimo Fini che la crisi finanziaria della Grecia ci dovrebbe far riflettere sul fatto che il modello sociale occidentale, pur avendo sacrificato ogni valore e ogni esigenza umana all’Economico, non può non fallire proprio sul terreno economico, dato che l’aberrante sviluppo del capitalismo finanziario è non solo una delle condizioni necessarie ma anche la logica conseguenza del capitalismo industriale: «Prendersela col capitalismo finanziario, sottacendo di quello industriale, è come meravigliarsi che avendo inventato la pallottola si sia arrivati al missile» (M.Fini, “Atene, la Grecia e il denaro fantasma”, articolo disponibile sul sito Arianna Editrice). Si tratta di un giudizio che non … // Continua