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Articoli marcati con tag ‘Usa’

“Teoria del mondo multipolare”, conferenza internazionale di Mosca del 25-26 Aprile 2012

 

 

 

In data 25 aprile presso l’Università Statale di Mosca “Lomonosov” ha preso il via la conferenza internazionale intitolata “Teoria del mondo multipolare” della durata di due giorni, organizzata congiuntamente dal Dipartimento di Sociologia delle Relazioni Internazionali della Facoltà di Sociologia dell’Università Statale di Mosca e dal Movimento Eurasiatista Internazionale.

 

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Strategia di un golpe

Parecchi mesi fa avevamo scritto che «nel “Circo Occidentale” c’è posto per tutti e quindi si può immaginare che uscito di scena il “Nanopagliaccio”, che tanto fa ridere gli gnomi della “City”, dovrà esibirsi il popolo italiano. E dovrà pure pagare il biglietto. Vae victis dicevano i Romani, ma gli italiani pare che si siano dimenticati anche di questo». Non avevamo previsto i dettagli, ma la “tendenza fondamentale”, insieme agli “amici” del blog “Confitti e Strategie”, l’avevamo prevista. Perciò non ci soprende il golpe finanziario. E che si tratti di golpe è innegabile, indipendentemente da quel che sostengono i gazzettieri al soldo del … // Continua

Sosteniamo la Repubblica Iraniana contro l’Imperialismo

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Leggi, decreti e decisioni emanate all’interno del processo di riforma politica nella Repubblica araba siriana

1. Formazione di un nuovo governo con il decreto n° 146 del 14.04.2011

2. Cancellazione dello stato di emergenza con il decreto n° 161 del 21.04.2011

3. Annullamento del Tribunale Supremo di Sicurezza Nazionale con il decreto n° 53 del 21.04.2011

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Stato di Palestina: una catastrofe da scongiurare?

Riconoscere ai palestinesi parità di cittadinanza e dunque diritto di voto” sarebbe una “catastrofe per il futuro di Israele e la stabilità del Medio Oriente”. Questo afferma l’ex presidente Usa Jimmy Carter, spiegando che comporterebbe “La fine di Israele come Stato ebraico, ovvero l’autocancellazione di uno dei pilastri che sono a fondamento della nascita di Israele: il suo essere focolaio nazionale del popolo ebraico”.

 

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La jihad al servizio dei diritti umani

Il terrorismo umanitario

A breve ricorrerà il 10° anniversario degli attentati dell’11 Settembre 2001 (giorno della memoria 2.0, alla faccia del golpe cileno) che furono il casus belli della “guerra al terrorismo”. Tralasciando ogni lecito dubbio e perplessità in merito a quell’evento, ciò che ci preme analizzare più da vicino non è tanto il ruolo del terrorismo islamico come spauracchio dell’Occidente e dei diritti umani, bensì come suo segreto alleato e umile servitore.
Ora che, dopo la vera o presunta morte di Osama Bin Laden, giunge ufficialmente al termine questa decade di lotta al terrorismo, torna in auge sfruttare le frange di terroristi … // Continua

Considerazioni sulla guerra di libia e sulla cosiddetta “primavera araba”

1. Ho recentemente aderito ad una manifestazione e ho firmato un appello per la richiesta di dimissioni di Napolitano, Berlusconi, La Russa e Frattini per violazione della Costituzione a causa del nostro intervento in Libia. So perfettamente che si tratta di un atto simbolico perfettamente inutile. Come ha scritto Brecht, “anche l’ira contro l’ingiustizia rende roca la voce”. Sarebbe facile insolentire l’unanimità guerresca che ha unito sinistra e destra, estrema sinistra ed estrema destra, ex comunisti ed ex fascisti (qui la coppia Napolitano/La Russa è assolutamente impagabile, per chi studiasse il cosiddetto “trasformismo” fuori dai libri di scuola). Cerco di non farmi sopraffare dall’indignazione … // Continua

Violenza contro violenza

Così come lo spegnimento di un incendio può essere ottenuto con l’esplosione di Dinamite, anche il pericolo di violenza o insurrezione popolare, può essere temporaneamente rimandato attraverso  l’utilizzo della violenza stessa, apparentemente disorganizzata, ma pianificata a tavolino da organismi preposti alla tutela dell’Istituzioni e dell’ordine pubblico, con l’aiuto di altre organizzazioni – legali o illegali – come la Mafia, ad  esempio, per protrarre l’esistenza stessa del regime politico che governa.

La crisi economica è soprattutto crisi sociale, poiché gli effetti disastrosi provocati dalla chiusura di aziende o da tagli alla spesa pubblica, vanno a colpire immediatamente gli strati medio – bassi  della popolazione, tra coloro  … // Continua

Di cosa hanno paura

“Molti europei guardano agli anni ’50 come ad un periodo felice. Le nostre case erano sicure, tanto che molte persone non si curavano nemmeno di chiudere la porta a chiave. Le scuole pubbliche erano in genere eccellenti e i loro unici problemi consistevano in cose come il chiacchiericcio in classe e le corse nei corridoi. Gli uomini trattavano le donne come signore e molte donne dedicavano il proprio tempo e i propri sforzi ad abbellire le case, allevare i bambini e aiutare le proprie comunità tramite il volontariato. I bambini crescevano in ambienti familiari con due genitori e la mamma andava incontro al bambino … // Continua

La festa alla Repubblica

Correva l’anno 1992, allorché sul panfilo Britannia, il giorno della festa della Repubblica, manager e banchieri della City s’incontrarono con alcuni membri della classe dirigente italiana. In un articolo, pubblicato dal Corriere della Sera il giorno dopo, Massimo Gaggi osservava che “in apertura del simposio il direttore generale del Tesoro Mario Draghi Non sarà l’albero della cuccagna ma, a scuoterla, la quercia delle Partecipazioni statali può ancora dare un bel po’ di ghiande” (vedi http://archiviostorico.corriere.it/1992/giugno/03/Inglesi_cattedra_privatizzazioni_fate_come_co_0_92060319034.shtml ). Nessuna cospirazione, quindi, nulla di ciò che manda in … // Continua

Il nemico dell’occidente

Secondo Lucio Caracciolo anche se «non sapremo mai tutta la verità sui fatidici minuti del raid di Abbottabad i dietrologi alle loro esercitazioni, non perché non siano legittime, ma perché inutili. Peggio: devianti. Ci impediscono di guardare alla sostanza». (1) E la sostanza sarebbe che nel decennio della “guerra al terrorismo” è la Cina che avrebbe vinto a spese degli Usa e di «noi occidentali»: all’inzio del secondo millennio l’America era la «superpotenza solitaria», mentre oggi gli Stati Uniti, pur essendo ancora la prima economia mondiale , sono indebitati fino al collo, in particolare con la Cina. E lo sono anche per … // Continua

Mediterraneo: la posta in gioco

Non vi è dubbio che le cosiddette “rivolte arabe” siano almeno in parte “eterodirette”: malcontento popolare, tensioni e contrasti interni, la presenza di reti islamiche ed altri fattori, per così dire, “endogeni”, possono concorrere a spiegare, ma non escludono certamente l’azione di governi stranieri e di “gruppi specializzati” in rivoluzioni colorate e nell’esportazione dei diritti umani, ossia nella destabilizzazione o “balcanizzazione” di certe regioni, al fine di creare una situazione il più possibile favorevole agli interessi della potenza occidentale predominante e dei suoi alleati subdominanti. Se ormai è appurato che i ribelli “cirenaici” erano in contatto – ben prima della rivolta non tanto contro … // Continua